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La RSA
Skipper nasce nel marzo 1998 per effetto della chiusura definita degli ex
OOPP della provincia di Genova,Quarto e Cogoleto.
Pertanto è una struttura residenziale creata appositamente per accogliere
pazienti provenienti dai due ex OOPP ed è convenzionata per il totale dei 40
posti con la ASL 3 genovese.
La RSA Skipper si costituisce nell'ambito del più generale progetto
Redancia che si propone di offrire un modello di intervento finalizzato al
prendersi cura della sofferenza psicologica e della riabilitazione del
paziente psichiatrico grave.
La nostra utenza specifica è la cronicità.
Intendiamo con questo termine un concetto composito che non si esaurisce nel
residuo manicomiale, ma che comprende la fase cronicizzata delle malattie
psichiatriche gravi anche non istituzionalizzate in precedenza che ora
necessitano di una permanenza residenziale a lungo termine.

Possiamo considerare come primo obiettivo quello di creare una "residenza
emotiva" all'interno della quale possa articolarsi il percorso terapeutico
specifico; a tal fine gli operatori sono formati a gestire con
consapevolezza gli elementi relazionali ed affettivi che necessariamente
devono fondersi in maniera sintonoca con il giusto livello di stimolazione.
I nostri ospiti trovano allo Skipper una dimensione di tranquillità che
permette di garantire loro il mantenimento di un buon livello di qualità
della vita.
Siamo in grado di accogliere pazienti che, dopo un percorso comunitario
importante, necessitano di un luogo dove mantenere le competenze raggiunte
quando non è possibile o non indicato, un rientro in famiglia e quando non
sussistano capacità o possibilità di vivere autonomamente per il convergere
di diversi fattori (malignità della patologia,carenze dell'
ambiente,solitudine).
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Il clima famigliare , il giusto rapporto fra la stimolazione, l'assistenza
e l'accudimento, creano un'alleanza terapeutica che impedisce la
regressione a favore di una tranquillità emotiva che permette talvolta
ulteriori tappe evolutive.
Il gruppo di lavoro ad orientamento comunitario è portatore di un progetto
riabilitativo sulla persona; e altamente motivato, professionalmente aperto
e privo di "competenze" o fantasmi manicomialisti.
Come in ogni RSA, il piano di lavoro è la relazione dei
pazienti con gli operatori.
Di fronte al paziente cronico, è necessario che il gruppo adatti lo
strumento comunitario ai bisogni particolari di chi ha perso, almeno in
parte, la propria autonomia, il riconoscimento del proprio sé, la
progettualità dell'esistenza.
Pertanto il lavoro dell'operatore consiste nel mantenere le capacità
presenti, riconferire almeno in parte le abilità perdute attraverso atti
quotidiani che diventano terapia se si restituiscono al paziente con un
significato.
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